| Malattie professionali |
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Attualmente vige nel nostro paese un sistema cosiddetto "misto". La legge n. 455/1943 ed il D.P.R. n. 1124/1965 e relativi aggiornamenti e integrazioni prevedono l'assicurazione contro la silicosi, l'asbestosi e altre malattie da agenti chimici, fisici e biologici. Queste norme indicano gli agenti che causano la malattia professionale e specificano anche le lavorazioni che possono far contrarre queste malattie stabilendo il principio di presunzione del nesso causale; vale a dire che se viene riscontrata una di queste malattie ed il lavoratore è stato impiegato in una delle lavorazioni previste dalle tabelle, si da per scontato il nesso causale esposizione lavorativa = malattia. Accanto a queste malattie indicate come "tabellate" la sentenza n. 179/1988 della Corte Costituzionale ha esteso la tutela assicurativa anche alle malattie cosiddette "non tabellate", cioè a quelle che insorgono per esposizione a fattori di rischio diversi da quelli previsti dalle tabelle di legge o a causa degli stessi agenti ma per esposizioni dovute a lavorazioni diverse. La differenza sta nel fatto che per le malattie "non tabellate" non vige il principio di presunzione del nesso causale e l'onere della prova è a carico del lavoratore. Il medico competente deve pertanto preoccuparsi di diagnosticare qualunque malattia che può trovare nel lavoro svolto un suo fattore causale. In presenza di sospetto e accertamento di malattia professionale il medico ha una serie di obblighi (referto, compilazione del certificato di malattia professionale, ecc.). |
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