Etichettatura: pubblicato il decreto sulle sanzioni

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E' uscito il D.Lgs. n. 231 del 15 dicembre 2017 che stabilisce la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011. Le nuove norme entreranno in vigore il 9 maggio 2018 (90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta), con entità delle sanzioni decisamente aumentate, che potranno essere dimezzate per le piccole imprese.

allergeni

Il pensiero comune può essere quello di non essere interessati da queste sanzioni ma, come sa bene chi frequenta i nostri corsi di formazione sull'HACCP e l'igiene degli alimenti e quelli specifici sulle allergie e intolleranze, in realtà il Reg. UE 1169/2011 non si occupa solo delle etichette del cibo confezionato ma anche di tutta una serie di altre informazioni che devono essere messe a disposizione del consumatore, tra cui molto importanti anche per le piccole e medie imprese della ristorazione:

  • elenco ed evidenziazione degli allergeni presenti nei propri prodotti tramite informative nel menù o in prossimità delle vetrine espositive
  • indicazione degli ingredienti congelati nei piatti del menù di un'attività (mancanza che si configura anche come frode in commercio)
  • indicazione dello stato dell'alimento in origine ad esempio il pesce che deve essere indicato come decongelato in pescheria
  • l'obbligo di indicare per carne, preparazioni a base di carne e prodotti non trasformati a base di pesce congelati la data di primo congelamento
  • vendita o utilizzo nell'attività di prodotti con etichette non conformi o modificate
  • irregolarità nella trasmissione delle informazioni nella vendita tramite sito web e nella vendita a distanza

Le sanzioni non sono certo uno scherzo in quanto possono andare dai 500 euro ai 24.000 euro. Responsabile delle sanzioni sarà l’ICQRF, si presume con ruolo non residuale delle ASL soprattutto laddove le informazioni in etichetta svolgano funzione sanitaria, come nel caso di rintracciabilità degli operatori e dei lotti, o riferimenti agli allergeni o ancora, al termine di conservazione-data di scadenza.
Il decreto ha inoltre provveduto a sanzionare anche le pratiche leali di informazione, fattispecie prima non contenuta a livello normativo italiano, con attenzione nuova da prestare a tutte le informazioni volontarie di stampo promozionale (“naturale”, “artigianale”, “senza conservanti e coloranti”, etc) che spesso campeggiano sulle etichette dei nostri associati a titolo di legittimo vanto, ma da verificare puntualmente.

Per maggiori informazioni sulla gestione e gli obblighi contattateci pure o partecipate ai nostri corsi sull'igiene degli alimenti e HACCP