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Ambiente: la scelta di semplificare, il coraggio di premiare.

A livello europeo l’indirizzo è proprio questo! Le linee progettuali chiedono agli enti locali il recepimento nella normativa in modo da premiare le imprese certificate. Si parla in prima battuta di registrazione secondo lo schema EMAS (essendo il principale riferimento comunitario) ma il concetto è il medesimo anche per altre delle molte certificazioni sul tema. Prima in lista di certo la certificazione relativa alla gestione degli aspetti ambientali significativi secondo la norma ISO 14001 ma a ns. avviso, perché no, pure la gestione dell’energia tramite ISO 50001 e le certificazioni FSC / PEFC afferenti la tracciabilità nella filiera forestale e così via.

Spesso le aziende già certificate, come quelle interessate a farlo, non conoscono a fondo i vantaggi che possono avere in relazione alle semplificazioni nei rapporti con la Pubblica Amministrazione come pure all’accesso ad incentivi dedicati. Anche la Regione Friuli V.G. sta vagliando le linee progettuali europee per il concreto recepimento nella normativa locale di tali aspetti.

Vediamo un po’ come declinare la logica comunitaria sul tema.

I presupposti sono i seguenti:

- Le organizzazioni certificate offrono garanzie riguardo al modo di gestire gli aspetti ambientali ed il mantenimento nel tempo della conformità normativa / legislativa. Si sottopongono anche a delle verifiche periodiche da parte di soggetti indipendenti.

- Per mantenere la certificazione vengono fatti degli investimenti, come pure per il miglioramento delle prestazioni ambientali (es. impatti su suolo, acqua, atmosfera). Questo implica l’attuazione da parte delle imprese di reali azioni di prevenzione e la riduzione dell’inquinamento.

Ciò detto, risulta condivisibile affermare che le aziende si fanno carico, tramite iniziative autonome, di azioni che migliorano la comunità attraverso la tutela ambientale. I “costi sociali” di tali azioni sono ovviamente sostenuti di tasca propria.

E’ anche evidente che in confronto ai concorrenti che non si impegnano in tal senso (intendiamoci, legittimamente) e che quindi si trovano ad avere dei costi inferiori, le imprese che si sforzano per migliorare gli impatti ambientali paradossalmente vengono a trovarsi in svantaggio competitivo al momento della vendita del proprio prodotto / servizio al mercato. Questo divario l’Europa lo ha notato e vuole premiare chi si prodiga per l’ambiente!

Quindi le organizzazioni che si certificano volontariamente meritano un riconoscimento per l’impegno profuso e per la capacità di garantire la gestione delle proprie attività in maniera conforme e con risultati di miglioramento in termini di performance ambientali. Livelli che ogni azienda certificata deve raggiungere e mantenere per esserlo!

Questo riconoscimento serve anche per compensare lo squilibrio venuto a generarsi riguardo alle risorse economiche investite da queste aziende virtuose in confronto a soggetti che hanno deciso di non farlo. L’ambiente è un bene fondamentale per la comunità e va preservato, è opportuno perciò incentivare il più possibile la diffusione della certificazione volontaria tra le imprese… dice la Comunità Europea.

Come agire? Bisogna fare in modo che chi è dotato di una certificazione sia favorito, ottenendo di non

soggiacere a requisiti pressanti e di poter fruire di sgravi o agevolazioni (anche in ambiti che possono esulare dalla sola normativa ambientale). La prospettiva è che in tempi non troppo lontani i requisiti della certificazione ambientale sostituiscano e/o integrino gli adempimenti normativi previsti dal quadro legislativo ambientale.

Il concetto di fondo è: se c’è fiducia, si allentano i vincoli! Le semplificazioni dei processi autorizzativi in materia di

ambiente rappresentano una rilevante opportunità di “alleggerimento” della burocrazia sia per le imprese che per la Pubblica Amministrazione. Ecco allora che per il rinnovo, l’aggiornamento e/o la revisione delle autorizzazioni ambientali, gli operatori presentano alle autorità il certificato e basta!

E’ evidente che se gestito alla vecchia maniera questo processo è oneroso per tutti i soggetti coinvolti ma che può invece esser oggetto di semplificazione allentando i vincoli e lasciando maggior margine a chi, certificandosi volontariamente, ottiene la fiducia delle istituzioni.

Da rischio ad opportunità. La via è: chi meno inquina, meno paga… a lungo termine è strategico!

Le garanzie finanziarie sono un requisito normativo essenziale per svolgere attività che hanno un elevato rischio ambientale (pensiamo ad esempio alla costruzione di un impianto di trattamento dei rifiuti). ISO 14001L’assicurazione che l’operatore abbia le risorse finanziarie sufficienti per sostenere i costi dell’operazione e prevenire, evitare e semmai ripristinare i danni ambientali è importante per la Pubblica Amministrazione ma per le aziende certificate ISO 14001 o registrate EMAS si prevedono numerose misure per la riduzione delle garanzie finanziarie.

Il beneficio fiscale costituisce una delle forme di incentivo maggiormente gradite dalle imprese perché crea un vantaggio immediato e facilmente quantificabile. La ratio di tale agevolazione è quella di premiare, mediante una riduzione del carico fiscale, le aziende che volontariamente hanno già scelto di impegnarsi ad investire le proprie risorse nel miglioramento ambientale.

Più certificazioni, meno controlli. L’ispezione periodica da parte degli organi competenti è prevista, a ragione, per tutti i soggetti che generano impatti ambientali sull’aria, acqua e/o suolo. Le verifiche rappresentano una garanzia affinché le attività avvengano nel rispetto della normativa vigente, ma costituiscono anche un costo sia per gli enti pubblici che le svolgono che per le imprese che le ricevono.

Il possesso di una certificazione offre rassicurazioni agli Organi Tutori. La capacità di autocontrollo ed il monitoraggio della conformità legale viene data per scontata e la presenza di un controllo periodico di terza parte avvalla la fiducia e perciò si riducono le ispezioni.

Il sistema di gestione ambientale evita le duplicazioni. Le imprese troppe volte devono far fronte ad obblighi di legge che prevedono periodiche comunicazioni alle autorità riguardo le loro prestazioni ambientali. Queste comunicazioni possono rappresentare un altro ambito su cui è possibile operare al fine di ridurre il carico amministrativo, consentendo ad esempio alle stesse imprese di utilizzare la documentazione già redatta e utilizzata nell’ambito dello schema di certificazione volontario per fini istituzionali (es. analisi ambientale iniziale, documento di riesame della Direzione, ecc.).

Premiare i migliori, per stimolare tutti gli altri. In alcuni contesti, come quello italiano, si è ritenuto corretto attribuire alle aziende dotate di certificazione ISO 14001 o registrazione ambientale EMAS alcuni “vantaggi” nelle relazioni con la Pubblica Amministrazione quando queste erogano finanziamenti o divengono acquirenti di beni o servizi. È particolarmente interessante notare come, proprio nel nostro Paese, l’impegno ad adottare un sistema di gestione ambientale certificato abbia consentito a molte aziende di ottenere punteggi aggiuntivi nelle procedure di valutazione per la concessione di crediti agevolati per investimenti produttivi.

Un altro filone promettente, anche se ad oggi largamente inesplorato, è quello del cosiddetto “Green Public Procurement”, ovvero l’adozione di criteri ambientali per guidare le scelte d’acquisto degli enti pubblici… il tema è in evoluzione. Vedremo!

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