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I rifiuti in azienda, cosa devo sapere?

Corso gestione rifiuti

Chiunque a qualunque livello – produttore, operatore, gestore, controllore – si occupi di gestione rifiuti sa quanti dubbi, problemi, criticità investono quotidianamente la propria attività.
Al giorno d’oggi risulta quindi fondamentale avere all’interno della propria realtà una figura su cui far riferimento quando si tratta di affrontare tematiche relative al ciclo dei rifiuti.
Per far fonte alle crescenti richieste di chiarimenti in merito, Synergica organizza una serie di giornate formative in aula per fornire gli idonei strumenti tecnici e legislativi per poter gestire correttamente il ciclo dei rifiuti.
In particolare verranno fornite le definizioni di base del mondo dei rifiuti, analizzati gli adempimenti previsti per i produttori, trasportatori e gestori dei rifiuti dalla parte IV del D.Lgs n. 152/2006, anche alla luce di alcune importanti novità normative e verrà chiarito l’ambito di applicazione delle procedure autorizzative per i nuovi impianti e quelli esistenti.
Un particolare approfondimento sarà rivolto all’End of Waste, ai sottoprodotti, alla tracciabilità dei rifiuti dopo la soppressione del SISTRI, ai nuovi obblighi previsti per gli stoccaggi dei rifiuti, ai controlli e relative sanzioni.
Non mancherà in fine lo spazio per dare adeguate risposte alle domande dei partecipanti.

SEDI:
•  UDINE: P.le XXVI Luglio, 9 c/o Synergica;
•  TRIESTE: Via Fabio Severo, 14/B c/o Aula Synergica

DATE ED ISCRIZIONE:
Rifiuti in azienda: cosa sapere? - 4 ore
Modulo iscrizione     Date e sedi

E' previsto il rilascio dell'attestato previo superamento della prova finale.

MUD 2020, come muoversi?

MUD 2020

Con una nota pubblicata sul proprio sito web, il ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare ha reso noto che il modello di dichiarazione ambientale, allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 dicembre 2018 è confermato e sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare nel 2020 con riferimento all'anno 2019.
Rimangono immutate le informazioni da comunicare, le modalità per la trasmissione, nonché le istruzioni per la compilazione del modello".
Al riguardo si rammenta che il prossimo MUD va presentato entro il 30 aprile 2020 dalle imprese che esercitano un’attività di raccolta e trasporto di rifiuti e dalle imprese che producono rifiuti.

SOGGETTI OBBLIGATI
Relativamente ai rifiuti, l’obbligo di redigere ed inviare la Comunicazione al Catasto trova fonte nel comma 3 dell’art. 189 del D.Lgs. 152/2006, rubricato “Catasto dei rifiuti”, e coinvolge:
Imprese e gli enti che trasportano i rifiuti speciali pericolosi che decadono dall’esercizio della loro attività);
Commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione;
Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, lavorazioni artigianali e attività di recupero e smaltimento di rifiuti, o costituiti da fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi[6]. La Comunicazione rifiuti deve essere presentata anche dai gestori degli impianti portuali di raccolta e dei servizi portuali di raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico (art. 4, c. 6, D.Lgs. 182/2003).
Imprese agricole che producono rifiuti speciali pericolosi con un volume di affari annuo superiore a 8.000 euroA seguito delle previsioni della Legge 28 dicembre 2015 n. 221, gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile, così come i soggetti esercenti attività ricadenti nell'ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02 e 96.09.02 (servizi di barbiere e parrucchiere, attività degli istituti di bellezza e di tatuaggio e piercing), non sono più tenuti a presentare il MUD. Esonerate, infine, anche le imprese e gli enti che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi.

PRESENTAZIONE DEL MODELLO
Il modello deve essere presentato esclusivamente tramite il sito www.mudtelematico.it per quando riguarda le seguenti comunicazioni:
• Comunicazione rifiuti;
• Comunicazione veicoli fuori uso;
• Comunicazione imballaggi, sia sezione consorzi che sezione gestori rifiuti di imballaggio;
• Comunicazione rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Le associazioni di categoria e gli studi di consulenza possono inviare telematicamente i MUD compilati per conto dei propri associati e dei propri clienti apponendo cumulativamente ad ogni invio la propria firma elettronica, sulla base di espressa delega scritta dei propri associati e dei clienti (i quali restano responsabili della veridicità dei dati dichiarati) che deve essere mantenuta presso la sede delle medesime associazioni e studi.

SANZIONI
Se il MUD non è presentato, o è presentato in modo incompleto o inesatto, è dovuta la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.600 a 15.500 euro.
Per i soggetti obbligati alla comunicazione veicoli fuori uso la sanzione da pagare va da 3.000 a 18.000 euro (articolo 13, comma 7, D.L.gs n. 209/2003).
La sanzione è compresa fra i 26 e 160 euro, se l’invio avviene entro i 60 giorni successivi alla scadenza.

Protezione da scariche atmosferiche e messa a terra impianti. Modifiche al D.P.R. 462/2001!

 

Protezione da scariche atmosferiche e messa a terra impianti. Modifiche al D.P.R. 462/2001!
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge 30 dicembre 2019, n. 162 (G.U. n. 305 del 31/12/2019), sono state introdotte alcune modifiche al D.P.R. 462/2001 (“Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi”). Le modifiche, introdotte dall’art. 36 del Decreto Legge e che di fatto hanno inserito l’art. 7-bis al D.P.R. 4626/01, sono di seguito riassunte:

  1. obbligo di predisposizione, da parte dell’INAIL, di un sistema informatico per la raccolta dei dati relative alle verifiche di cui al DPR 462/01. Tale sistema dovrà essere utilizzato dai datori di lavoro per trasmettere il nominativo dell’organismo a cui ha affidato la verifica;
  2. Gli organismi incaricati della verifica verseranno una percentuale del 5% all’INAIL sulla tariffa prevista per le verifiche effettuate;
  3. Il tariffario delle verifiche è quello individuato dal decreto del presidente dell’ISPESL 7 luglio 2005 (G.U. n. 165 del 18 luglio 2005).

Infine, si segnala che il Decreto-Legge 30 dicembre 2019, n. 162 è entrato in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi il 31 dicembre 2019, ma i suoi effetti sono provvisori dal momento che “decadono” se il Parlamento non li converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione.

In attesa di sviluppi, per qualsiasi ulteriore informazione siamo a disposizione. Qui sotto trovate ai link i testi dei provvedimenti.

Testo del decreto legge n. 162

Testo del decreto presidente ISPESL - Tariffario

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