Organizzare un evento con Synergica!

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Eventi con Synergica

Secondo quanto previsto dal R.D. 773/1931 (meglio noto come T.U.L.P.S.- Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza) le manifestazioni ed i locali di pubblico spettacolo, a prescindere dalla tipologia (es. discoteche, cinema, concerti, mercati e fiere, feste rionali, Djset, ecc.), necessitano di una serie di autorizzazioni che spaziano su varie tematiche: dall’occupazione del suolo pubblico alla richiesta in deroga al rumore alle autorizzazioni sanitarie per la somministrazione di cibi e bevande, alla sicurezza sanitaria e antincendio, alle comunicazioni alla Questura, ecc.
Anche le procedure variano in funzione della tipologia di manifestazione, alla sua durata e al pubblico presente: si va dalla SCIA per eventi fino a 200 persone che si esaurisco entro le 24.00 del giorno di inizio, all’autorizzazione a seguito di domanda (almeno 30 giorni prima) per eventi fino a 200 persone che non si esaurisco entro le 24.00 del giorno di inizio o che vengono ripetuti), fino all’autorizzazione a seguito di domanda (almeno 30 giorni prima), rilasciata a seguito di esame da parte della commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.
Synergica è in grado di assistere l’Organizzatore nella progettazione, allestimento e presentazione di tutte le pratiche di autorizzazione (che vanno richieste o inviate allo Sportello Unico Attività Produttive - SUAP).
Grazie a tecnici esperti (es. ingegneri, architetti iscritti ai rispettivi albi e in possesso delle abilitazioni richieste) operanti al suo interno, Synergica propone diversi servizi per il settore pubblico spettacolo dedicati ai soggetti organizzatori:

  • Consulenza per l’ottenimento dell’AGIBILITÀ PERMANENTE o TEMPORANEA, nonche per l’aggiornamento delle stesse, dei locali/luoghi di pubblico spettacolo.
  • Consulenza e supporto durante le verifiche ispettive da parte delle Commissioni di Vigilanza

Volete organizzare un evento?!?! Siamo a disposizione per fornirvi tutte le infomazioni e il supporto necessari!

Acrilammide negli alimenti, le buone pratiche

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L’acrilammide è una sostanza presente negli alimenti. Il suo consumo va tenuto sotto controllo perché è in grado di aumentare il rischio di sviluppare mutazioni genetiche e tumori. Si tratta perciò di un sorvegliato speciale dalle istituzioni europee, in particolare dall'EFSA che ha pubblicato un rapporto in cui ha delineato un quadro del problema. Si forma generalmente in cibi ricchi di amidi da alcuni zuccheri e amminoacidi quando sono cotti in forno, fritti o arrostiti ad alte temperature (120-150°C).

Una volta ingerito, l’acrilammide viene assorbito dal tratto gastrointestinale, distribuito a tutti gli organi e ampiamente metabolizzato. Gli animali da laboratorio esposti all’acrilammide per via orale presentano una maggior probabilità di sviluppare mutazioni genetiche e tumori (tra gli altri, nei ratti: ghiandola mammaria, testicoli e ghiandola tiroidea; e nei topi: ghiandole mammaria e harderiana, polmoni, ovaie, pelle e stomaco). L’esposizione all’acrilammide può anche avere effetti nocivi sul sistema nervoso (compresa la paralisi delle zampe posteriori), sullo sviluppo pre e post natale e può influire negativamente sul sistema riproduttivo maschile.
I risultati di studi effettuati sull’uomo forniscono prove limitate e discordanti di un maggior rischio di sviluppare il cancro (al rene, all’endometrio e alle ovaie) in associazione con l’esposizione alimentare all’acrilammide. In due studi viene riferita una relazione inversa tra esposizione ad acrilammide e peso alla nascita e altri marcatori di crescita fetale. Studi su lavoratori esposti all’acrilammide per motivi professionali evidenziano un accresciuto rischio di disturbi del sistema nervoso.

Per queste ragioni è stato pubblicato il Regolamento (UE) 20 novembre 2017, n. 2158 “che istituisce misure di attenuazione e livelli di riferimento per la riduzione della presenza di acrilammide negli alimenti”. Il regolamento, che si applica dall’11 aprile 2018, interessa tutti gli operatori del settore alimentare che producono e immettono sul mercato i seguenti prodotti:

  • patate fritte tagliate a bastoncino, altri prodotti tagliati fritti e patatine (chips), ottenuti a partire da patate fresche;
  • patatine, snack, cracker e altri prodotti a base di patate ottenuti a partire da pasta di patate;
  • pane;
  • cerali per la prima colazione (escluso il porridge);
  • prodotti da forno fini: biscotti, gallette, fette biscottate, barrette ai cereali, scones, coni, cialde, crumpets e pane con spezie (panpepato), nonché cracker, pane croccanti e sostituti del pane. In questa categoria per «cracker» si intende una galletta secca (prodotto da forno a base di farina di cereali);
  • caffè torrefatto, solubile istantaneo;
  • succedanei del caffè;
  • alimenti per la prima infanzia e alimenti a base di cereali destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia, quali definiti nel regolamento (UE) n. 609/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio.

I principali contributori variano a seconda dell’età dell’individuo:

  • Adulti: i prodotti fritti a base di patate sono responsabili fino al 49% dell’esposizione media negli adulti, con caffè (34%) e pane morbido (23%) quali altre fonti alimentari più importanti per gli adulti, seguiti da “biscotti, cracker e pane croccante” nonché da "altri prodotti a base di patate”.
  • Bambini (bambini piccoli e adolescenti): i prodotti a base di patate fritte sono responsabili fino al 51% dell’esposizione alimentare complessiva. Pane morbido, cereali da colazione, biscotti e altri prodotti a base di cereali o patate possono contribuire fino al 25%. Gli alimenti trasformati per bambini a base di cereali rappresentano fino al 14% dell’esposizione per i più piccoli, dolci e pasticceria fino al 15% per gli altri bambini e gli adolescenti, e patatine e snack l’11% per gli adolescenti.
  • Neonati: ”alimenti per bambini diversi da quelli trasformati a base di cereali", "altri prodotti a base di patate" e "alimenti trasformati per bambini a base di cereali” (soprattutto fette biscottate e biscotti) contribuiscono rispettivamente fino al 60%, 48% e 30%.

Anche se alcune categorie di alimenti, per esempio, "patatine e snack" e "succedanei del caffè” contengono livelli relativamente elevati di acrilammide, il loro contributo complessivo all'esposizione alimentare è limitato se ci si attiene a una dieta normale/variata.

L'intera filiera deve adoperarsi per far si che i livelli di acrilammide nei prodotti siano i più bassi possibile, seguendo alcuni consigli fondamentali:

  • Scelta della varietà: esistono varietà di patate con livelli particolarmente bassi di precursori dell'acrilammide e lo stesso discorso vale per i cereali;
  • Scelte agronomiche: sui livelli di precursori dell'acrilammide incidono anche tipo di suolo, fertilizzazione, minerali presenti, clima e non sufficiente maturità alla raccolta;
  • Modalità di conservazione: è importante prevenire l'addolcimento della "patata" con una conservazione a idonee temperature (non inferiori ai 6°C) e per tempi brevi;
  • Taglio: nel caso delle patatine fritte i calibri inferiori risulteranno più contaminati rispetto a patatine tagliate più “grosse” (le zone più calde si scaldano più velocemente). Pezzature a spessore molto fine sono parimenti ricche dopo la cottura di acrilammide;
  • Sbollentamento: uno o più veloci passaggi in acqua calda (attorno a 70°C per 5-15 minuti) prima della frittura, consentono anche di eliminare in parte gli zuccheri presenti sulle superfici;
  • Additivi pre-frittura: alcuni additivi come gli acidi organici e i sali di sodio e calcio, sembrano avere effetto minimizzante sulla formazione di acrilamide.
  • Parametri di cottura/frittura: più la cottura avviene a temperatura elevata e per tempi prolungati, maggiore sarà la formazione di acrilamide; esiste una buona correlazione, infatti, tra imbrunimento superficiale del prodotto e presenza del contaminante. La temperatura non dovrebbe superare i 170-175°C. Nel caso di alcuni prodotti a base di cereali invece cotture prolungate a temperature più basse hanno ottenuto buoni risultati di riduzione.
  • Scelta di farine bianche: le farine integrali, seppur migliori sotto il profilo nutrizionale per la loro ricchezza di fibre, portano a maggiore formazione di acrilamide.
  • Aggiunta di asparaginasi: tale enzima, aggiunto agli impasti, è in grado di idrolizzare parte dell’asparagina presente un precursore dell'acrilammide importante.
  • Agenti lievitanti: nelle lievitazioni chimiche (per esempio biscotti) l’utilizzo di sodio bicarbonato al posto di ammonio bicarbonato riduce la formazione di acrilamide. Altri agenti lievitanti utilizzabili in alternativa sono il carbonato di potassio con tartrato di potassio, o il difosfato disodico con bicarbonato di sodio.
  • Nel caso del pane, evitare se possibile di aggiungere zuccheri alla ricetta.
  • Nel caso dei cereali da prima colazione contenenti frutta a guscio (per esempio mandorle o nocciole): la tostatura spinta di tali ingredienti apporta ulteriore acrilamide al prodotto.

 

Forse non lo sai ma anche questa è questione di privacy

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Il tema della privacy e dei dati personali è un tema centrale della nostra società, oggi reso più complesso dalle nuove tecnologie e dalla rete. Sono dati personali tutte quelle informazioni che identificano o rendono identificabile una persona fisica e che possono fornire dettagli sulle sue caratteristiche, le sue abitudini, il suo stile di vita, le sue relazioni personali, il suo stato di salute, la sua situazione economica, ecc. Inutile dire che moltissime attività che ad un esame superficiale possono sembrare non interessate, si configurano invece come raccolta più o meno diretta di dati identificativi (es. dati anagrafici o immagini) o sensibili (convinzioni politiche e sindacali, religiose o sullo stato di salute). Con l'evoluzione delle nuove tecnologie poi, anche altri dati personali hanno assunto un ruolo significativo, come quelli relativi alle comunicazioni elettroniche (via Internet o telefono) e quelli che consentono la geolocalizzazione, fornendo informazioni sui luoghi frequentati e sugli spostamenti.

privacy image

Noi di Synergica abbiamo deciso di supportare le aziende anche su queste tematiche di contorno ma strettamente connesse al discorso privacy, per le quali abbiamo preparato (e abbiamo in preparazione) dei percorsi formativi specifici. Citiamo quelle più importanti:

  • Gestione della privacy nell'e-commerce - 4 ore  Modulo iscrizione Date e sedi  - sicuramente il primo problema è l'informazione sui dati oggetto di trattamento che devono essere fornite all'utente che accede al sito, ma le cose diventano più complesse quando si utilizzano applicazioni/servizi (propri o di terze parti) che raccolgono dati per la profilazione dell'utente. In tal caso è indispensabile acquisire il consenso informato del cliente e ciò presuppone ovviamente avere una modalità più o meno tecnologica per la richiesta (banner, moduli on line, moduli cartacei da compilare ecc.). In particolare un occhio di attenzione va posto sull'utilizzo di quei servizi di Google così comuni nei siti come AdWords e le sue funzionalità di remarketing.
  • Controllo dei lavoratori e geolocalizzazione - 4 ore  Modulo iscrizione Date e sedi  - quando i dati di geolocalizzazione possono essere riferiti, per esempio, ad un lavoratore autista di un veicolo siamo nelle ipotesi di trattamento di dati personali, ma anche le nuove tecnologie ormai offrono servizi che sempre più spesso hanno la geolocalizzazione come loro componente se non essenziale, almeno significativo.
  • Privacy in azienda e videosorveglianza - 4 ore  Modulo iscrizione Date e sedi   - con il termine “videosorveglianza” si definisce l’acquisizione, in modo continuativo, di immagini, eventualmente associate a suoni, relative a persone identificabili. Spesso, il rilevamento comporta anche una contestuale registrazione ed una successiva conservazione dei dati. Questo si configura come trattamento di dati personali che trova i suoi limiti nei principi giuridici della liceità (i dati devono essere trattati secondo le prescrizioni di legge), della necessità (le modalità devono essere tali da ridurre al minimo l'utilizzo di dati personali), della proporzionalità (raccolta di dati pertinenti completi e non superiore alle necessità effettive) e di legittimità (ovvero i dati devono essere raccolti e usati per scopi precisi e legittimi).
  • Email pubblicitarie e spamming: regole per un corretto uso - 4 ore  Modulo iscrizione Date e sedi  - il consenso libero ed informato del destinatario dei messaggi mail di tipo pubblicitario è il principio fondamentale che deve essere alla base di questi servizi, fatte salve le eccezioni che sono poche e ben definite dal garante. E' importante formulare e acquisire una corretta informativa e che il consenso al trattamento dei dati non sia subordinato a condizioni (perchè in tal caso esso non può essere considerato libero). Infine occorre ricordare che sia per l’invio di newsletter che per l’invio di comunicazioni commerciali occorre prevedere modalità di “disiscrizione” che siano agevoli e non gravose per l’interessato.

Se uno di questi temi vi interessa in particolare potete contattarci telefonicamente allo 04043833 oppure via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

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